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1. Sorgente

ATLAS BORMIDA

1. Sorgente

Storie sotto l'acqua

La Valle Bormida comprende un esteso territorio che dall’appennino ligure, nell’entroterra di Savona, si protende fino al Basso Piemonte. Da questi luoghi, sgorga Atlas Bormida: una collezione di storie, un’opera corale di disvelamento, uno spazio dove visioni e documenti, esperienze sonore e racconti, si innescano a vicenda.
Necessariamente parziale e soggettivo come ogni opera narrativa, Atlas Bormida è decentrato rispetto ai luoghi più noti, alle immagini più diffuse e alle storie ufficiali. Lo è coerentemente con il territorio in cui nasce: una valle complessa, policentrica, contraddittoria. Chi percorrerà questi luoghi e cercherà altre storie continuerà l’opera.
Underplace
di Alessandro Sciaraffa
28 tracce audio, registrazioni di un mondo
sommerso ma reale. Un’esperienza sonora
letteralmente immersiva che può essere scelta,
attivata e disattivata. Per cambiare traccia cliccare
sul player sonoro in alto a destra.
Lago di Osiglia. Alberto Momo, Laura Cantarella e WPA

Bormo:
sorgente calda, che gorgoglia

(parola gallica, pre-romana)

In principio Bormida sono due, anzi tre: Bormida di Spigno, dalla confluenza di Bormida di Mallare e Pallare, e Bormida di Millesimo. Le sorgenti si trovano sul fronte montuoso che separa la Valle dal mare: da un lato le Alpi, dall'altro il Mediterraneo, i confini naturali di un Paese.

Nei pressi di Alessandria il fiume diventa uno e 154 km dopo le sorgenti raggiunge il Po. Ma prima che ciò avvenga, i fiumi scorrono in una delle zone più boscose d'Europa, in passato via di transito di mercanti e pellegrini, da sempre teatro di lotte e battaglie, tra cui ultima - solo in ordine cronologico- la prima lotta ambientalista italiana. La Valle, interessata dal fenomeno della grande industria nei decenni passati, è stata risparmiata dalla diffusa cementificazione che ha interessato zone limitrofe più celebri. Oggi un consistente patrimonio architettonico coesiste con poche ma grandi infrastrutture della modernità: abbazie, monasteri, castelli, borghi, dighe, ponti autostradali, laghi artificiali, grandi fabbriche dismesse. Terra di contraddizioni, e forse anche per questo resistente alla semplificazione e alla reificazione, la Valle Bormida è ancora un luogo dove cercare.

In questi territori nasce Atlas Bormida, esito di un lavoro culturale e investigativo sui luoghi e sulle storie condotto a più voci dal 2013 al 2016, con la partecipazione di autori, artisti, ricercatori, studenti, giornalisti. Terreno comune ai diversi percorsi: il disvelamento di ciò che non è immediatamente visibile o riscoperto da un punto di vista decentrato rispetto alle narrazioni consolidate, evitando rappresentazioni semplicistiche e celebrative.

Il traghetto sulla Bormida, 1880 circa. Archivio fotografico comune di Cassine

Bormidavision, a cura di Alberto Momo, Laura Cantarella e un gruppo studenti del Politecnico di Torino, è una mappatura cinematografica della Valle Bormida, che si compone di storie e ritratti di luoghi. Ritraccia una cartografia per immagini della Valle in modo simile a chi, percorrendo un sentiero battuto da altri, anche involontariamente, con il proprio passaggio, lo rende praticabile per i prossimi viaggiatori.

Le storie di Bormidavision sgorgano direttamente dai luoghi, protagonisti essi stessi e custodi delle sorgenti geografiche, ma anche storiche e culturali. Vicende antiche e recenti, epiche e famigliari, sono narrate in prima persona rendendo trasparente ciò che a volte viene occultato o tralasciato dalle narrazioni ufficiali.

Bormidavision è quindi uno spazio di incontro tra le voci degli abitanti e lo sguardo di chi proviene da altrove, l'eterno incontro di insider e outsider nella narrazione, e quindi costruzione culturale del paesaggio. È un'opera collettiva sia per il numero delle persone coinvolte durante le riprese, sia per la vocazione corale delle voci che emergono.
Il titolo Bormidavision è un omaggio alla Ferrania, lo storico produttore di pellicole a colori.

I protagonisti di Dodici cercatori, che Andrea Botto ha realizzato in Valle Bormida sono, come indica il titolo stesso, cercatori. Tra questi, il rabdomante e il cercatore d'oro si manifestano come gli abitanti naturali di questi luoghi, abituati a cercare ciò che non è immediatamente visibile e, proprio per questo, ancora più prezioso.

Il fotografo, dodicesimo cercatore, come il rabdomante, è guidato dal soggetto della propria ricerca; come il cercatore d'oro, preleva pazientemente minuscoli frammenti, piccole presenze preziose visibili a malapena. Investigatore tanto del territorio fisico quanto di quello virtuale, colleziona e risemantizza immagini objet trouvé, come Ando Gilardi, nato a Ponzone, cui è dedicata una di queste storie. E ancora come lo speleologo o il minatore, il fotografo abbandona spazi consueti e mette alla prova la propria capacità di riconoscere lo spazio circostante senza l'elemento indispensabile all'esistenza dello sguardo: la luce.

Underplace, opera sonora composta da Alessandro Sciaraffa in Valle Bormida, è un film cieco fatto di suoni di profondità, registrazioni di un mondo sommerso anche dal punto di vista della percezione, ma allo stesso tempo traccia di un mondo che c'è, reale. L'artista diventa strumento stesso dell'ascolto e offre un'esperienza letteralmente immersiva.

Underplace si sviluppa in 28 tracce audio, che possono essere scelte, attivate e disattivate in ogni stazione di Atlas Bormida, e che si sovrappongono a testi e immagini, come paesaggio sonoro. Suoni subacquei, onde radio VLF, pale eoliche e dighe auscultate come organi, voci del luogo costituiscono così la colonna sonora interattiva di Atlas Bormida.
Underplace esplicitamente ribadisce la tensione di tutta la ricerca contenuta nell'Atlas verso il non immediatamente percepibile e offre un fondamentale contributo non visivo.

Il Rabdomante, Andrea Botto

MAPPA DEI LUOGHI

Posizioni, percorsi e indicazioni

Bormida, sorgente. Alberto Momo, Laura Cantarella e WPA